Elezioni amministrative, sconfitto solo il Movimento 5 Stelle?

Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle

In questa tornata di elezioni amministrative, il Movimento 5 Stelle ha subito una sonora batosta in quasi tutte le principali città. Un arretramento netto, specie se paragonato al boom di 12 mesi fa, coronato dal doppio colpo a Roma e Torino, e dal trionfo nel Referendum del 4 Dicembre, che sembrava dover segnare un’altra tappa nell’ascesa al governo da parte di Di Maio e soci. Andando ad analizzare i risultati, tuttavia, l’impressione che ne risulta è di una vittoria di Pirro da parte del Partito Democratico, il quale deve fare i conti con un evidente calo di consensi.

OLTRE IL SUICIDIO- Prendiamo due casi emblematici di queste elezioni. A Genova e Parma il Movimento ha inanellato una serie di infortuni politici da dilettanti, mettendosi praticamente da soli nelle condizioni di non poter vincere in due delle città nelle quali, in passato, aveva ottenuto i consensi più alti. Nel capoluogo ligure, nonostante il caso Cassimatis, il M5S raccoglie comunque circa 7 mila voti in più rispetto alla tornata del 2012, che in termini percentuali significano un 18,37%, contro il 14,08 di cinque anni fa, quando, va specificato, i grillini erano agli esordi. Crolla, invece, il Partito Democratico, che passa dagli oltre 55.000 voti della precedente consultazione (23,88%) ai 43.156 di queste elezioni (19,83%). A Parma, dove pure il Movimento viene affossato sotto i colpi di Pizzarotti, raggiungendo un mediocre 3,47%, il PD perde oltre 7 mila voti, scendendo dal 25,15% al 14,84%.

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CALO GENERALIZZATO- La diminuzione di consensi che ha colpito tanto il partito di Renzi quanto il movimento di Grillo è generalizzato. A La Spezia il PD vede dimezzato il numero dei voti, mentre i 5S passano dal 10,37% all’8,69% (si tratta di circa 500 voti in meno, da 3866 a 3305). A Piacenza, altro tracollo dei dem, i quali perdono quasi 4 mila voti; malino anche i grillini, giù di 480 voti. Passando al Sud, a Taranto il PD vede calare il consenso dai 15.288 di 5 anni fa ai 10.422 di domenica (circa 5 punti percentuali in meno), mentre il Movimento aumenta nettamente in termini di voti, sebbene vada specificato che nella precedente tornata avesse raccolto solo l’1,86%. Cali diffusi, inoltre, a Lodi, Pistoia, Carrara, Frosinone e in quasi tutte le altre principali province per i Dem, laddove invece i grillini sono riusciti ad assorbire il colpo.

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Con questi dati, naturalmente, non si vuole mascherare il fatto che, come detto, 5 anni fa il Movimento 5 Stelle fosse alle prime esperienze nelle consultazioni, e che dunque un aumento di consensi fosse nella natura delle cose; che non sia riuscito ad arrivare al ballottaggio in quasi nessuna provincia rappresenta senza dubbio un aspetto negativo. Al contempo, tuttavia, il Partito Democratico dovrà necessariamente fare i conti con uno scollamento tra sé ed il proprio elettorato che sembra non conoscere alcuna battuta d’arresto.

 

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