La commedia fantozziana della caccia alle poltrone

Le poltrone (a sorpresa) protagoniste di questa campagna elettorale

La campagna elettorale non è ancora ufficialmente aperta, dunque c’è ancora tempo per acquistare i pop-corn e gustarsi gli eventi di questi giorni. I partiti, grandi e piccoli, sono alle prese con la definizione delle liste da presentare agli elettori, e data la natura del Rosatellum, gli ingredienti per trasformare la caccia alle poltrone in una commedia di tutto rispetto ci sono tutti.

SCONTRO IN DIREZIONE- Ironia della sorte, proprio il Partito Democratico, principale attore della stesura del Rosatellum, è quello più in difficoltà in queste ore. Tra le questioni spinose, la candidatura senza senso di Maria Elena Boschi, aretina, nel collegio di Bolzano, cosa che ha suscitato non pochi malumori tra il fortissimo alleato del Pd nella zona, l’SVP. Naturalmente, solo un’ipotesi fantasiosa può vedere nella candidatura della Boschi a centinaia di km da casa sua un tentativo di sottrarla al giudizio degli elettori dopo le vicende della Banca Etruria. Forse. C’è poi il caso della minoranza interna guidata da Orlando, non soddisfatta per le percentuali di poltrone previste nel disegno di Renzi e soci. E poi, Cuor di Leone Giachetti, che pare voglia rinunciare al collegio plurinominale, praticamente scontato, per sfidare tutti a petto nudo nell’Uninominale di Roma. Insomma, uno sballo.

VOLANO SEDIE- Se Potere al Popolo ha scelto le proprie candidature in assemblee dal basso, lo stesso non si può dire di LeU, dove si sta consumando una clamorosa resa dei conti. Quella che avrebbe dovuto essere una nuova sinistra nei metodi e nei contenuti, si sta rivelando sorprendentemente vecchia. Sui territori (ad esempio, in Sardegna) piovono candidature scelte dall’alto, che hanno poco a che fare con le realtà che andrebbero a rappresentare. A parte D’Alema, Bersani, Errani e pochi altri, il resto della Nomenklatura si è fatta precipitare nei cosiddetti “collegi sicuri”, per assicurarsi che le poltrone siano ben salde al loro posto. Lasciando, inevitabilmente, scie di polemiche per la ripartizione delle seggiole (Civati ha mezzo minacciato un referendum tra gli iscritti, non si sa bene quali).

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DA MILANO A ROMA- Il M5S ha già dato spettacolo con le parlamentarie, mentre il centrodestra sembra avere meno problemi, salvo i tentativi in extremis di qualche micro-gruppetto di infilarsi in questo o quel collegio e racimolare questa o quella poltrona. Tuttavia, anche tra Berlusconi e compari c’è da divertirsi, e non per la nota verve del Cavaliere nel raccontare barzellette. Stefano Parisi, che fino a qualche settimana fa non era nemmeno incluso nel polo del centrodestra, è stato scelto come candidato per la regione Lazio, un anno dopo aver sfidato Sala nella corsa  a Sindaco di Milano. Ah, le poltrone!

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