Roger Federer, campione di eleganza, sport e nella vita. banalità molto spesso, ma che se associate al nome e cognome appena citato si addicono perfettamente al personaggio in questione sia per quanto fatto all’interno del rettangolo di gioco, che al di fuori.

E’ in questi giorni in Africa il 20 volte campione Slam, precisamente nello Zambia, per assistere da vicino ai progressi fatti dalla propria fondazione che in tanti anni ha saputo raccogliere milioni di fondi tramite numerose iniziative benefiche. Gestita direttamente da mamma Lynette, nata in Sudafrica, per la prima volta Re Roger la vive con i propri occhi, come si evince dalle sue stesse parole.

La scuola può dare ai bambini opportunità migliori nella vita. Anche se è la mia prima visita nello Zambia e nell’Africa meridionale, è una regione che occupa un posto speciale nel mio cuore, perché mia mamma è di origini sudafricane. Conosco lo Zambia perché i miei genitori hanno viaggiato molto in queste zone.”

Un Federer che si è calato perfettamente nella parte, ballando danze tribali tipiche del luogo con i ragazzi del posto e vestendo i panni di “maestro”. Non con una racchetta in mano, per una volta, ma in un aula e dietro una cattedra insegnando inglese. Sono davvero milioni gli euro raccolti da Roger in oltre 15 anni di vita della Fondazione benefica, riuscendo ad aprire ospedali, scuole e strutture ricettive oltre che ludiche per un’infinità di bambini.

Bill Gates, non proprio uno qualunque, ha così parlato del campione svizzero: “Non così tanti tifosi conoscono ciò che Roger sta facendo al di fuori del campo. Per due volte ho provato il brivido di essere suo compagno in doppio, per aiutarlo a raccogliere proventi per la sua fondazione, e siamo diventati amici nel tempo. E ho imparato quanto sinceramente Roger e il suo team stiano lavorando per migliorare le prospettive di vita dei bambini più poveri, una missione che è scaturita in lui durante le visite da ragazzo in Sudafrica, il paese natale di sua madre, visite in cui conobbe in prima persona le condizioni di estrema povertà”.

I due si sono incontrati in occasione del Match for Africa, una delle tante iniziative introdotte dall’elvetico. Anche per questo, è stato inserito fra i 100 personaggi più influenti al mondo da Times, per cui è finito in copertina nell’ultimo numero: “Roger sa che la vera filantropia, come il grande tennis, richiede tempo e disciplina. Sarà un giorno triste per tutti noi quando deciderà di lasciare il tennis, ma possiamo essere sereni sapendo che sarà impegnato a fare del mondo un posto migliore“.

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