Flat tax: come funziona, dubbi e opportunità

Flat Tax: come funziona, dubbi e opportunità

In questa campagna elettorale, non ancora entrata nella sua fase calda, non sono emersi al momento tantissimi contenuti, al di là delle inevitabili schermaglie tra le varie parti in campo. Per questa ragione ha assunto particolare rilievo la proposta del centrodestra e di Silvio Berlusconi di introdurre la famigerata Flat tax, a sostituzione dei 5 scaglioni in cui è divisa attualmente l’aliquota Irpef. Di cosa si tratta?

FLAT TAX- Molto semplicemente, la Flat tax (letteralmente: tassa forfettaria) è un modello fiscale non progressivo che introduce una tassa unica e identica per tutti. Nello specifico, l’idea di Berlusconi è quello di eliminare i 5 scaglioni Irpef e mettere al loro posto un’aliquota unica al 23%, che verrebbe applicata a tutte le fasce di reddito (le quali, naturalmente, verrebbero soppresse). Non si tratta di un’anomalia italiana, poiché la Flat tax viene adottata da quasi tutti i paesi dell’Est Europa, e non solo.

VANTAGGI- Funziona? Difficile a dirsi. Secondo i suoi sostenitori, la Flat tax riduce l’evasione e l’elusione fiscale, semplifica i calcoli per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi e favorisce gli investimenti in Italia da parte delle aziende. In alcuni paesi, come la Russia e Hong Kong, essa ha avuto effetti benefici, ma non è chiaro, trattandosi di un modello eterogeneo, se tali effetti possano essere attribuibili solo alla Flat tax, e se siano estendibili ad ogni situazione. Ad ogni modo, stando ai calcoli di Berlusconi, la Flat tax dovrebbe garantire un maggiore introito di circa 40 mld rispetto ad oggi.

DUBBI E PERPLESSITA’- In realtà, non c’è accordo in merito alla bontà dei calcoli dei tecnici del centrodestra, pertanto è impossibile fare delle reali previsioni. Non vanno, ad ogni modo, tralasciati alcuni aspetti. Innanzitutto, la nostra Costituzione riconosce la progressività del sistema tributario, e dunque la Flat tax rischierebbe di essere cassata per evidente incompatibilità con i principi della Carta fondamentale. Rimanendo invece sul terreno economico, in un articolo del 2007 il The Economist si è dichiarato scettico circa i benefici della Flat tax, ed in generale questa appare nettamente sbilanciata a favore dei redditi più alti; inoltre, si è osservato praticamente ovunque, specie nei primi anni dall’introduzione della tassa unica, una forte riduzione del gettito da parte dello stato, e di conseguenza una contrazione della spesa pubblica. Infine, se è vero che nei paesi dell’est Europa l’introduzione della Flat tax è coincisa con una significativa crescita economica, è altrettanto vero che parimenti è stata adottata, negli stessi anni, una draconiana politica di tagli da parte dei governi, e che l’uscita dall’economia pianificata e l’apertura al mercato ha inevitabilmente favorito l’arrivo di investimenti esteri, non necessariamente richiamati dalla tassa forfettaria; andrebbe comunque rilevato come, al maggiore afflusso di capitali, non sempre è corrisposto un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

APPROFONDIMENTI  Fake news, quando la bufala spopola in rete

Leave a Response

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.