Francia, Germania, Inghilterra: 2017 Odissea socialista

Martin Schulz, leader della SPD. In Germania, i socialdemocratici sembrano non avere scampo contro la Merkel

Quattro mesi per conoscere il futuro indirizzo dell’Unione Europea, che comunque, stando alle previsioni, rimarrà lo stesso di quello attuale; altrettanti mesi per capire se la deriva intrapresa dai partiti socialisti del nostro continente possa subire un’inversione rispetto ad un declino che, al momento, appare irreversibile. Gli scenari in gioco sono legati alle elezioni legislative in Francia, dopo che le presidenziali hanno segnato un ko storico per il PS di Benoit Hamon, e le tornate elettorali in Gran Bretagna e Germania, dove Laburisti e SPD appaiono destinati ad un ruolo di comprimari.

FRANCIA- Riprendersi dal durissimo colpo subito alle presidenziali non sarà facile per il PS, che ha visto il suo candidato presidente crollare difronte alle avanzate da un lato del centrista Macron, alla fine risultato vincitore, dall’altro del “ribelle” Melenchon. Il 6,36% raccolto, un minimo storico pesantissimo, sembra essere un risultato che non lascia spazio a possibili colpi di coda. Le legislative, in programma l’11 Giugno, rischiano anzi di rappresentare un’altra tappa sul cammino della scomparsa dalla scena politico. I sondaggi assegnano al PS tra i 40 e i 50 seggi, una cifra clamorosamente inferiore rispetto ai 280 della legislatura uscente. La ricostruzione si prospetta impervia.

Jeremy Corbyn, leader del Labour Party. Si prospettano tempi difficili per i socialisti in Germania, Gran Bretagna e Francia
Jeremy Corbyn, leader del Labour Party. Si prospettano tempi difficili per i socialisti in Germania, Gran Bretagna e Francia

GRAN BRETAGNA- Nella terra di Sua Maestà le elezioni per il rinnovo del Parlamento si terranno l’8 Giugno. Anticipate, rispetto alla naturale scadenza, prevista per il 2020, perchè i Conservatori intendono certificare con i numeri il diffuso consenso del paese. A fare le spese della decisione del premier Theresa May rischia di essere il Labour Party, nettamente indietro nei sondaggi, nonostante qualche segnale di ripresa. Il segretario Jeremy Corbyn, per due volte preferito dai militanti alla restaurazione blairiana, potrebbe trovarsi davanti ad una sconfitta che, specie se in termini significativi, provocherebbe quasi certamente la fine del suo tentativo di riportare il partito a ciò che era prima che l’ideologia neoliberista ne mutasse profondamente la natura. L’avanzatissimo programma proposto agli elettori è il jolly con cui il 68enne Corbyn intende giocarsi il tutto per tutto.

APPROFONDIMENTI  Alla scoperta di Monkey, il nuovo social network

GERMANIA- Infine, il 24 Settembre sapremo se Angela Merkel verrà riconfermata per la quarta volta alla guida della Germania. Tutto lascia presagire che nulla possa contrastare la vittoria praticamente scontata della leader della CDU; sicuramente non l’SPD, che nelle elezioni regionali continua a prenderle di santa ragione. L’ultima battuta d’arresto, sciagurata, è stata registrata nella roccaforte socialdemocratica del land Nord Reno-Westfalia, dove la CDU ha staccato di quasi due punti, 33% contro il 31,2%, l’SPD. Chance per sognare un clamoroso ribaltone a Settembre non sembrano esserci. La Grosse Koalition appare l’ultima ancora per giocare ancora un ruolo nell’Europa che verrà.

 

Leave a Response