Legittima difesa, pro e contro di un concetto controverso

Legittima difesa, pro e contro

Negli ultimi tempi, la questione della legittima difesa è emersa sul terreno del dibattito politico come un elemento di profonda frattura. La legge approvata alla Camera qualche giorno fa, che verrà inevitabilmente modificata al Senato, ha suscitato grosse critiche da più parti (anche dai relatori stessi), provocando un diffuso dibattito nel paese. In questo articolo, non si intende entrare nel merito della riforma, bensì rimanere su un piano astratto di discussione del concetto in esame.

La Lega Nord di Matteo Salvini è sostenitrice di un concetto molto ampio di legittima difesa
La Lega Nord di Matteo Salvini è sostenitrice di un concetto molto ampio di legittima difesa

PRO- Posto che i dati su furti e omicidi non confermano la percezione di una criminalità sempre più dilagante, il punto di forza su cui si appoggiano i sostenitori della legittima difesa è legato al tema della sicurezza. D’altronde, gli episodi di violenza subita da parte dei proprietari di case, vittime di furti, hanno avuto un significativo risalto sui media nazionali, contribuendo a caricare di valore l’importanza di potersi difendere difronte ad una eventuale aggressione. Il possesso di un’arma da fuoco, così come l’utilizzo di un qualsiasi oggetto contundente, come elemento di difesa immediata o anche semplicemente come deterrente, appare sempre più fondamentale. La propria vita, quella dei propri familiari, i beni materiali, sembrano tutti quanti reclamare la tutela più vigorosa possibile.

CONTRO- Dall’altra parte, c’è chi si richiama ad esempi relativi ad altre nazioni, come gli USA, dove la libera circolazione di armi ha fatto schizzare alle stelle il tasso di omicidi. L’obiezione posta appare, nella sua semplicità, molto forte: se il ladro sa che il proprietario di casa possiede una pistola, sarà spinto a sua volta ad acquistarne una prima di compiere la sua azione. Il rischio di trasformare una rapina in un far-west è tutt’altro che chimerico. L’altro grosso punto interrogativo è invece relativo alla nozione di pericolo. Quando la propria vita può considerarsi in pericolo? In qualsiasi caso, subendo una effrazione, si può temere per la propria incolumità, e per quella dei familiari? Domande a cui occorrerebbe fornire una risposta univoca, onde evitare di ingolfare i tribunali praticamente ad ogni reazione ad un furto.

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