Lori Lightfoot, il nuovo sindaco (gay e afro) di Chicago

Qualcosa si muove a livello globale, un vento nuovo sembra soffiare contro i populismi. Nell’America di Trump, infatti, Chicago è la nota che stona, l’eccezione alla regola.

La terza città più popolosa degli Stati Uniti scrive la storia eleggendo il suo primo sindaco donna afroamericana e apertamente gay. Stiamo parlando di Lori Lightfoot, avvocato ed ex procuratore federale, che ha sconfitto Toni Preckwinkle, anche lei afroamericana e presidente del partito democratico della contea Cook, e adesso si appresta a prendere il posto di Rahm Emanuel e guidare Chicago.

Originaria di Massillon, nell’Ohio, il padre era bidello e operaio di fabbrica, la madre assistente sanitaria, ha studiato scienze politiche all’università del Michigan e successivamente giurisprudenza alla facoltà di Chicago. Avvocato socio di Mayer Brown ed ex presidente del consiglio di polizia ha guidato la task force per la responsabilità della polizia in seguito all’omicidio Laquan McDonald. Sposata con Amy Eshleman, con la quale ha adottato una figlia di nome Vivian, ha adesso davanti a sé un’eredità pesante.


Perché la città che le lascia il suo predecessore è schiacciata da un debito pensionistico di 28 miliardi dollari, una popolazione in calo e un tasso di omicidi che supera quello di New York e Los Angeles, segnata da forti diseguaglianze e un’ampia diffusione di armi e criminalità. La 56enne si è presentata alle elezioni come il volto nuovo, colei in grado almeno di sfidare la corruzione della città e dare una scossa alla politica locale, che ha ignorato per anni i cittadini con redditi bassi e la classe lavoratrice.

Con la sua vittoria, Lightfoot diventa uno dei sindaci apertamente gay d’America, insieme a Pete Buttigieg, primo cittadino di South Bend e adesso candidato alla Casa Bianca. Un aspetto questo, insieme a quello di essere donna afroamericana, relativizzato dalla candidata durante la campagna elettorale, ponendo però l’accento, nelle battute finali della cavalcata trionfale, ha più volte ribadito che una sua eventuale vittoria avrebbe messo in evidenza la volontà della popolazione di dare una scossa e rivoluzionare la scena politica di Chicago.

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“Mi appello alla volontà degli elettori di spezzare la corruzione politica – ha detto – non alla mia diversità. Se dovessi vincere questo rifletterebbe il desiderio di spezzare con il passato. Insieme, possiamo e finalmente mettere gli interessi della nostra gente – tutta la nostra gente – davanti agli interessi di pochi potenti”. E la vittoria Lightfoot l’ha conquistata. Con il 74% dei voti. E ha fatto la storia

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