Tre motivi per non trasformare la Raggi nell’ennesimo capro espiatorio

Raggi

8 mesi che sembrano essere un’eternità. Questo è il periodo in cui, nella giunta Raggi, è davvero successo di tutto tra assessori che se ne vanno, indagini, inchieste, lotte intestine e polizze. Ma nessuno, nemmeno la sindaca, si aspettava che fosse facile. L’errore più grande però sarebbe far ricadere tutte le colpe dei disastri di Roma sull’attuale inquilina del Campidoglio. Proviamo a spiegare perché.

MELMA OVUNQUE

«Nel Comune di Roma rilevanti infiltrazioni criminali. Trovammo numerose resistenze nei gangli dell’amministrazione». A pronunciare queste parole non è stato un noto esponente grillino, ma l’ex prefetto della Capitale Franco Gabrielli.  Insomma, senza usare giri di parole, la melma è un po’ ovunque. Difficile gettarla via in poco tempo. Bisognerebbe usare la pala, ma non si può. Infatti è tutt’altro che semplice licenziare un dirigente. Soprattutto se questo è assunto da tanti anni. E non è un luogo comune. “Non doveva fidarsi”, potrebbe dire qualcuno. E in effetti il più grande errore di Virginia Raggi è stato forse l’aver dato fiducia alle persone sbagliate.

13 MILIARDI DI DEBITO

Ok, non si devono cercare e concedere alibi per carità. Però qualcuno dovrà spiegarci com’è stato possibile creare un buco dalle dimensioni così enormi. E questo qualcuno non può essere certo l’attuale sindaca. La cattiva gestione delle precedenti amministrazioni lascia un’eredità pesante e con cui occorre fare i conti. Roma è come un palazzo che sta per crollare e occorre ripartire dalle fondamenta. Ma forse questo non è chiaro a tutti. Oltre a essere maledettamente difficile.

I CARI APPALTI

“Aveva promesso di levare le buche, ma qua è ancora tutto uno schifo”: questa è una delle tipiche frasi che si sente nei bar di Roma. Peccato che il tutto sia molto più complicato di quanto si pensi. Ma, a volte, basta aprire un semplice libro di diritto. Un appalto regolare può durare anche sette mesi. L’Amministrazione ha il compito di individuare il soggetto con cui poi stipulerà un contratto e a cui affiderà lo svolgimento dell’opera. Dunque un qualcosa di abbastanza lungo. A meno che non si voglia affidare il rifacimento delle strade al primo che passa…

APPROFONDIMENTI  Cambio di operatore, ma davvero conviene?

Insomma, l’appello è salvate il soldato Raggi? No, più che altro non fucilatelo per colpe non sue. Altrimenti, anche chi verrà al suo posto, chiunque esso sia, potrebbe fare la sua stessa identica fine. Perché l’Italia è un po’ il Paese dei capri espiatori.

Leave a Response